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LEGGE 3 – COMMERCIO: CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO DEL 40% PER GLI INVESTIMENTI DELLE IMPRESE COMMERCIALI

La Regione Sardegna ha pubblicato il nuovo Avviso 2026 della Legge regionale n. 3/2022 destinato a sostenere gli investimenti delle imprese che esercitano attività commerciali.

L’agevolazione è particolarmente interessante perché prevede, in linea generale, un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese ammissibili, con una spesa minima di investimento di 5.000 euro.

La grande novità dell’Avviso 2026 è la presenza di due diverse linee di intervento: una destinata agli investimenti già effettuati e una seconda, riservata a particolari categorie di imprese, per gli investimenti ancora da realizzare.

LE DUE LINEE DI INTERVENTO

LINEA A – INVESTIMENTI GIÀ EFFETTUATI

La Linea A riguarda le micro, piccole e medie imprese commerciali che hanno già realizzato l’investimento.

Sono ammissibili gli investimenti che, alla data di presentazione della domanda, risultano conclusi, fatturati, integralmente pagati e nella piena disponibilità dell’impresa.

L’investimento deve essere stato realizzato nei 24 mesi precedenti la data di presentazione della domanda.

Attenzione: non possono essere inserite spese già rendicontate e ammesse a contributo su precedenti avvisi. La presenza nel piano di spese già agevolate può comportare il rigetto dell’intera domanda.

Questa linea è accessibile, in presenza degli altri requisiti previsti dall’Avviso, alle MPMI che esercitano le attività commerciali ammesse.

LINEA B – NUOVI PROGETTI DI INVESTIMENTO

La Linea B riguarda invece gli investimenti da avviare dopo la presentazione della domanda e da completare entro i successivi 24 mesi.

Questa possibilità non è aperta indistintamente a tutte le imprese commerciali, ma è riservata a:

imprese femminili, secondo le definizioni previste dalla normativa; imprese giovanili, composte nelle forme previste dall’Avviso da soggetti di età compresa tra 18 e 35 anni; imprese con sede operativa in un piccolo Comune della Sardegna, cioè in un Comune con popolazione residente inferiore a 5.000 abitanti.

Per le imprese dei piccoli Comuni è prevista una condizione particolarmente importante: l’impresa deve avere una sede operativa nel piccolo Comune già alla data dell’8 luglio 2026. L’investimento dovrà inoltre essere integralmente riferito all’unità produttiva ubicata in quel Comune.

Le imprese che hanno i requisiti per la Linea B possono comunque scegliere di partecipare alla Linea A per eventuali investimenti già effettuati. Le due linee non sono però cumulabili tra loro: per lo stesso Avviso occorre scegliere se presentare domanda sulla Linea A oppure sulla Linea B.

QUANTO FINANZIA LA REGIONE

Il contributo è pari al 40% della spesa ritenuta ammissibile, calcolata al netto dell’IVA e delle altre imposte o tasse recuperabili.

La spesa ammissibile non può essere inferiore a 5.000 euro.

Per la Linea A – Investimenti effettuati non è previsto dall’Avviso uno specifico limite massimo del contributo, fermo restando il rispetto del massimale previsto dalla normativa europea sugli aiuti “de minimis”.

Per la Linea B – Progetti di investimento, invece, il contributo complessivo non può superare 100.000 euro, compresa l’eventuale maggiorazione prevista per l’incremento dell’occupazione.

In entrambi i casi può infatti essere riconosciuto un ulteriore contributo di 5.000 euro per ogni ULA di incremento occupazionale, fino ad un massimo complessivo di 15.000 euro. Le frazioni di ULA vengono considerate proporzionalmente sulla base dei mesi e dell’orario di lavoro.

L’incremento occupazionale viene determinato confrontando le ULA dell’impresa alla data di presentazione della domanda con quelle presenti alla stessa data dell’anno precedente e il livello occupazionale raggiunto deve essere mantenuto per i tre anni successivi alla concessione del contributo.

LE RISORSE DISPONIBILI

La dotazione finanziaria complessiva prevista dall’Avviso è di 2 milioni di euro, eventualmente incrementabili con ulteriori stanziamenti.

Un sesto delle risorse è riservato alla Linea B – Progetti di investimento, mentre la parte restante è destinata alla Linea A – Investimenti effettuati.

Le risorse sono quindi limitate. Le domande che dovessero essere presentate oltre la disponibilità dello stanziamento potranno essere istruite soltanto nel caso di scorrimenti dovuti a domande non ammissibili oppure qualora vengano messe a disposizione ulteriori risorse.

QUALI IMPRESE POSSONO PARTECIPARE

Possono accedere alle agevolazioni le micro, piccole e medie imprese – MPMI regolarmente iscritte al Registro delle Imprese e con almeno un’unità locale operativa attiva in Sardegna.

L’impresa deve, tra gli altri requisiti, essere regolarmente attiva, essere nel pieno esercizio dei propri diritti, non trovarsi in liquidazione volontaria o sottoposta a procedure concorsuali, essere in regola con gli obblighi fiscali e contributivi e avere un DURC regolare.

È inoltre richiesta la regolarità rispetto alle disposizioni antimafia, l’assenza delle situazioni debitorie nei confronti della Regione indicate dall’Avviso e il rispetto del limite previsto dal regime europeo “de minimis”.

Particolare attenzione va prestata ad un altro requisito: l’impresa deve essere in regola con l’obbligo relativo alla polizza assicurativa contro i rischi catastrofali. La polizza catastrofale è anche espressamente indicata tra i documenti da allegare alla domanda.

QUALI ATTIVITÀ COMMERCIALI SONO AMMESSE

L’Avviso comprende il commercio al dettaglio in sede fissa, il commercio ambulante, il commercio all’ingrosso, la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, i tabaccai, le edicole e alcuni ausiliari del commercio, precisamente agenti e rappresentanti di commercio e commissionari.

È inoltre ammesso il commercio elettronico, ma esclusivamente quando sia congiunto, connesso e funzionale ad un’attività di commercio al dettaglio in sede fissa o di commercio all’ingrosso già esercitata.
Sono invece escluse, tra le altre, le grandi strutture di vendita e gli spacci interni.

L’Avviso stabilisce anche specifici limiti alla superficie di vendita complessivamente riconducibile all’impresa nello stesso Comune: 400 mq nei Comuni fino a 5.000 abitanti; 600 mq nei Comuni da oltre 5.000 a 10.000 abitanti; 900 mq nei Comuni da oltre 10.000 a 50.000 abitanti; 1.250 mq nei Comuni oltre 50.000 abitanti o appartenenti alla città metropolitana. Il requisito non si applica agli esercenti il commercio al dettaglio di carburante per autotrazione.

ATTENZIONE ALL’ATTIVITÀ RISULTANTE DALLA VISURA CAMERALE

L’investimento deve essere funzionale all’attività commerciale risultante dalla visura camerale.

Come regola generale, le spese devono riguardare l’unità locale nella quale l’attività commerciale è esercitata come attività primaria.

È però prevista un’eccezione per l’impresa che abbia un’unica sede coincidente con la sede legale: in questo caso può essere ammessa anche l’attività commerciale svolta come attività secondaria.

L’Avviso disciplina anche il caso in cui sia stata già richiesta alla Camera di Commercio una nuova iscrizione o una variazione del codice ATECO non ancora perfezionata al momento della domanda. In questo caso l’impresa può essere ammessa con riserva, purché la richiesta alla Camera di Commercio abbia data anteriore alla domanda e la variazione venga perfezionata nei termini stabiliti dall’Avviso.

QUALI INVESTIMENTI POSSONO ESSERE FINANZIATI

L’Avviso consente di finanziare un ventaglio abbastanza ampio di investimenti, purché siano direttamente collegati e funzionali all’attività commerciale dell’impresa. In particolare possono rientrare:

  • acquisto di terreni destinati alla costruzione o ampliamento di fabbricati al servizio dell’attività commerciale e, alle condizioni previste dall’Avviso, aree destinate a parcheggio per la clientela;
  • acquisto, costruzione, ristrutturazione, ampliamento e ammodernamento di fabbricati destinati all’attività commerciale;
  • lavori e impianti per la tutela dell’ambiente e la sicurezza dei luoghi di lavoro;
  • spese tecniche di progettazione;
  • macchinari, attrezzature fisse e mobili, impianti e arredi;
  • attrezzature e impianti informatici e di comunicazione;
  • software, brevetti e licenze;
  • realizzazione di siti web finalizzati allo sviluppo o al miglioramento del commercio elettronico e all’innovazione dei processi aziendali;
  • automezzi, ma esclusivamente nelle categorie e alle condizioni espressamente previste dall’Avviso;
  • beni usati, nel rispetto delle particolari condizioni e della documentazione richiesta.

Immobili

Per l’acquisto di immobili, l’importo agevolabile è limitato ad un massimo del 25% del valore complessivo dell’immobile.

Sono previste precise limitazioni per gli acquisti tra coniugi, parti di un’unione civile, parenti e affini entro il terzo grado e tra imprese collegate nei casi indicati dall’Avviso.

Per lavori di costruzione o ammodernamento realizzati su immobili non di proprietà, l’impresa deve disporre di un diritto di godimento risultante da contratto registrato e di durata non inferiore a 10 anni.

Automezzi

Gli automezzi non sono finanziabili indistintamente per tutte le imprese.

L’agevolazione è prevista, alle condizioni indicate dall’Avviso, per le attività commerciali ambulanti, gli ausiliari del commercio e le attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.

Come regola generale devono trattarsi di mezzi effettivamente funzionali all’attività, quali furgoni o autocarri con adeguato vano di carico. Una disciplina particolare è prevista per gli agenti di commercio, per i quali l’Avviso ammette qualsiasi tipologia di automezzo, considerato lo stretto collegamento tra il veicolo e l’esercizio dell’attività.

SPESE CHE NON POSSONO ESSERE FINANZIATE

Non sono ammesse, tra le altre, le spese non pertinenti o non congrue rispetto all’attività commerciale, l’IVA recuperabile, le tasse, gli interessi passivi, le spese bancarie, le sanzioni e gli altri oneri finanziari.

Non sono ammessi pagamenti effettuati in SARDEX o mediante compensazione con merci o beni, spese sostenute fuori dai periodi previsti dal bando, documenti di spesa intestati a soggetti diversi dall’impresa beneficiaria o non integralmente quietanzati e spese già agevolate con precedenti Avvisi o integralmente coperte da altri contributi pubblici.

UNA REGOLA IMPORTANTE PER LA LINEA B: È OBBLIGATORIO UN FINANZIAMENTO

La Linea B presenta una caratteristica fondamentale che deve essere considerata prima di presentare la domanda: il progetto deve essere associato ad un finanziamento concesso da una banca, da un intermediario finanziario abilitato o da un Confidi autorizzato all’erogazione diretta del credito.

Il finanziamento deve essere collegato al progetto di investimento.

L’importo nominale del finanziamento non può essere inferiore al 10% del contributo complessivo quando quest’ultimo è inferiore a 50.000 euro, mentre negli altri casi il finanziamento non può essere inferiore a 5.000 euro.

Se al momento della domanda il finanziamento non è stato ancora stipulato, è possibile allegare una lettera della banca, dell’intermediario finanziario o del Confidi dalla quale risultino l’importo richiesto e il piano di ammortamento stimato.

Il contratto di finanziamento dovrà però essere sottoscritto entro tre mesi dalla concessione del beneficio, pena la decadenza.

Inoltre, finanziamento, contributo regionale ed eventuali mezzi propri dell’impresa devono complessivamente garantire la copertura integrale del piano di investimento, IVA compresa.

REGIME “DE MINIMIS”

Le agevolazioni sono concesse nel rispetto della normativa europea sugli aiuti “de minimis”.

Il limite generale previsto dal Regolamento UE 2023/2831 è pari a 300.000 euro nell’arco di tre anni, calcolati su base mobile.

Occorre considerare non soltanto gli aiuti ricevuti dalla singola impresa, ma anche quelli eventualmente riferibili alle altre imprese collegate che rientrano nella definizione europea di “impresa unica”.

COME SI PRESENTA LA DOMANDA

La domanda dovrà essere presentata esclusivamente attraverso la piattaforma SIPES della Regione Sardegna.

Per accedere alla procedura sarà necessario disporre di identità digitale – SPID, CIE o CNS –, PEC dell’impresa e firma digitale in corso di validità.

La procedura è articolata in due momenti distinti.

Nella prima fase si compila la domanda sulla piattaforma, si caricano gli allegati richiesti, si genera il PDF della domanda, lo si firma digitalmente e si procede alla registrazione. Il sistema trasmetterà alla PEC dell’impresa un codice identificativo univoco.

Successivamente sarà necessario effettuare il vero e proprio invio telematico utilizzando il codice ricevuto.

Questo secondo passaggio è particolarmente importante perché, al momento dell’invio, viene attribuito alla domanda un numero identificativo e viene registrato l’orario di trasmissione: è questo orario che determina l’ordine cronologico di ricezione delle domande.

La procedura è infatti di tipo valutativo a sportello e le risorse disponibili sono limitate.

QUANDO SI POTRANNO PRESENTARE LE DOMANDE?

Questo è un punto molto importante.

L’Avviso appena pubblicato non stabilisce ancora le date di apertura della piattaforma e di invio delle domande.

Sia per la Linea A – Investimenti effettuati sia per la Linea B – Progetti di investimento, la Regione comunicherà le date con un successivo Avviso, che dovrà essere pubblicato almeno sette giorni prima dell’apertura della piattaforma.

È quindi consigliabile preparare con anticipo tutta la documentazione necessaria senza attendere l’apertura dello sportello.

DOCUMENTI PRINCIPALI DA PREPARARE

Tra i documenti richiesti per tutte le domande rientrano la domanda generata da SIPES firmata digitalmente e soggetta all’imposta di bollo di 16 euro, DURC regolare, polizza catastrofale, documento bancario dal quale risulti l’IBAN del conto dedicato e dichiarazione “de minimis”.

In caso di richiesta della maggiorazione per incremento occupazionale sarà necessaria anche una relazione tecnica asseverata da un professionista abilitato che dimostri l’incremento delle ULA.

Per la Linea A deve essere presentata la dichiarazione di rendicontazione delle spese già sostenute e la documentazione specifica relativa agli investimenti realizzati.

Per la Linea B sono obbligatori il Business Plan semplificato e il contratto di finanziamento oppure, se quest’ultimo non è ancora stato stipulato, la prevista lettera della banca, dell’intermediario finanziario o del Confidi.

Per immobili, lavori edili, beni usati e automezzi sono inoltre richiesti specifici documenti tecnici, preventivi, planimetrie, computi metrici e dichiarazioni a seconda della tipologia dell’investimento.

ATTENZIONE ALLA COMPLETEZZA DELLA DOMANDA

La compilazione della domanda richiede particolare attenzione.

L’Avviso stabilisce che, considerata la natura della procedura a sportello, non è normalmente possibile correggere o integrare successivamente una domanda incompleta.

Il cosiddetto “soccorso istruttorio” ha limiti molto stringenti. La mancanza di documenti indicati come obbligatori non è sanabile successivamente.

Quando è ammessa una richiesta di integrazione o chiarimento, l’impresa avrà 10 giorni per rispondere. Il mancato rispetto del termine determina la decadenza della domanda.

In caso di incongruenza tra le informazioni riportate nella domanda generata da SIPES e quelle contenute nelle dichiarazioni allegate, prevale quanto dichiarato nella domanda SIPES; se vi sono importi differenti nelle diverse sezioni della domanda viene invece considerato il valore minore.

COME VIENE EROGATO IL CONTRIBUTO

Per la Linea A – Investimenti effettuati, il contributo viene erogato in un’unica soluzione, dopo il provvedimento di concessione e le verifiche previste sull’investimento e sulle spese.

Per la Linea B – Progetti di investimento sono previste due possibilità: ricevere l’intero contributo a saldo, una volta completato e rendicontato il progetto, oppure richiedere un’anticipazione.

In quest’ultimo caso può essere anticipato il 70% del contributo riferito alla quota di spese prevista nel primo anno del cronoprogramma, previa presentazione di una specifica garanzia fideiussoria.

L’anticipazione non può essere richiesta finché non sia stato stipulato il contratto di finanziamento e non sia stata dimostrata la copertura integrale del piano di investimento.

Dopo la concessione, la richiesta di anticipazione deve essere presentata tramite SIPES, con la garanzia fideiussoria e il contratto di finanziamento, entro 15 giorni dalla concessione.

ENTRO QUANTO TEMPO DEVONO ESSERE REALIZZATI I NUOVI INVESTIMENTI?

I progetti della Linea B devono essere conclusi entro 24 mesi dalla presentazione della domanda.

Il progetto deve essere accompagnato da un piano di spesa e da un cronoprogramma.

Eventuali modifiche al cronoprogramma devono essere comunicate tramite SIPES entro il 31 gennaio dell’anno previsto dall’Avviso, fermo restando il termine massimo dei 24 mesi per completare il programma di investimento.

Sono consentite alcune variazioni non sostanziali, tra cui variazioni entro il 20% all’interno della stessa voce di spesa e la sostituzione di beni con altri simili o equivalenti. Non è invece possibile inserire nuove voci di spesa non previste nella domanda iniziale o eliminare quelle originariamente indicate.

PER QUANTO TEMPO DEVONO ESSERE MANTENUTI I BENI AGEVOLATI?

Dopo la concessione del contributo, i beni devono continuare ad essere destinati all’attività aziendale e commerciale.

Il vincolo è di 10 anni per gli immobili, 5 anni per i beni mobili diversi dai veicoli e 4 anni per i veicoli.

La cessione, alienazione o diversa destinazione dei beni prima dei termini previsti può comportare la revoca totale o parziale del contributo e la restituzione delle somme percepite, maggiorate degli interessi previsti dall’Avviso.

ATTENZIONE ANCHE AI CONTRATTI DI LAVORO APPLICATI

L’Avviso richiama espressamente anche l’obbligo previsto dall’articolo 36 dello Statuto dei lavoratori: le agevolazioni possono essere revocate in caso di mancata applicazione ai dipendenti di condizioni non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi di lavoro delle categorie, salvo le specifiche eccezioni previste dalla normativa.

IN SINTESI: COSA CONVIENE FARE ADESSO

L’Avviso è già pubblicato, ma lo sportello non è ancora aperto.

Questo è quindi il momento per verificare con attenzione se l’impresa possiede i requisiti, controllare la propria visura camerale e l’attività esercitata, verificare DURC, polizza catastrofale e posizione “de minimis”, ricostruire gli investimenti effettuati negli ultimi 24 mesi per valutare la Linea A e, per chi rientra tra imprese femminili, giovanili o imprese dei piccoli Comuni, valutare anche eventuali nuovi programmi di investimento attraverso la Linea B.

Per quest’ultima è particolarmente importante muoversi per tempo anche nei rapporti con banca, intermediario finanziario o Confidi, considerata la presenza del finanziamento obbligatorio.

Infine, considerata la procedura a sportello e l’importanza dell’ordine cronologico di trasmissione, è opportuno arrivare all’apertura della piattaforma con la documentazione già completa e correttamente predisposta.

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I nostri uffici sono a disposizione per supportarvi nella compilazione della pratica. nuoro@confcommercio.it

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