BANDO EFFICENZA ENERGETICA DELLA REGIONE SARDEGNA

Finanziamenti per la promozione delle energie rinnovabili nelle imprese. Disponibili 29 milioni di euro.
1. Obiettivo del bando
Il bando serve a finanziare interventi che aiutano le imprese sarde a:
- consumare meno energia,
- pagare meno bollette,
- emettere meno CO₂,
- produrre da sé energia rinnovabile (fotovoltaico, pompe di calore, ecc.).
2. Cosa finanzia in concreto (tipi di intervento ammessi)
Il bando ha due linee, ma per l’impresa è un unico sportello: puoi presentare un progetto che include uno o più di questi interventi, anche combinati, purché in Sardegna.
LINEA A – Efficienza energetica / riduzione consumi (Azione 3.1.1)
Interventi ammessi:
- Razionalizzazione dei cicli produttivi e uso più efficiente dell’energia (ottimizzazione macchinari, processi industriali più efficienti).
- Adeguamento e rinnovo impianti per ridurre i consumi (sostituzione di impianti energivori con impianti ad alta efficienza).
- Efficientamento energetico degli edifici aziendali oltre i “requisiti minimi di legge”: isolamento, serramenti, coibentazioni, ecc., finalizzati a migliorare l’indice di prestazione energetica dell’edificio.
- Sistemi di building automation/monitoraggio (controllo intelligente dei consumi, domotica industriale/gestionale).
- Sviluppo di processi innovativi per il risparmio energetico, incluse nuove linee produttive progettate per consumare meno energia.
Per questa linea occorre:
- allegare diagnosi energetica fatta secondo il D.Lgs. 102/2014 e UNI CEI EN 16247 sui consumi degli ultimi due anni.
- dimostrare che l’intervento porta almeno il -30% di emissioni climalteranti rispetto alla situazione attuale.
- avere APE ante e APE post (previsionale) se c’è efficientamento edificio.
LINEA B – Produzione di energia rinnovabile e autoconsumo (Azione 3.2.1)
Interventi ammessi:
- Impianti FER per autoproduzione elettrica:
- Fotovoltaico su coperture esistenti (o a terra in aree non agricole).
- Cogenerazione ad alto rendimento alimentata da rinnovabili (CAR).
- Impianti FER per autoproduzione termica:
- Pompe di calore efficienti,
- solare termico,
- geotermia,
- biomassa dove consentito.
- Sistemi di accumulo/stoccaggio dell’energia prodotta (batterie ecc.), collegati all’impianto rinnovabile e dimensionati per assorbire almeno il 75% dell’energia prodotta su base annua.
Finalità: autoconsumo. Quindi non è un bando per fare impianti “per vendere energia”, ma per ridurre il fabbisogno energetico acquistato dalla rete / dai combustibili fossili.
3. Spese ammissibili
Sono finanziabili (se pertinenti al progetto):
- Acquisto macchinari, impianti, componenti.
- Installazione e posa in opera.
- Opere edili strettamente necessarie (limite 30% del totale delle voci impianti + posa). Esempio: rinforzi strutturali per mettere un fotovoltaico sul tetto, bonifica amianto in copertura, opere per alloggiare un nuovo generatore, ecc.
- Spese tecniche (progettazione, diagnosi energetica, APE, direzione lavori, collaudo): fino al 10% della spesa ammessa.
- IVA è ammissibile solo in casi specifici previsti dalla normativa UE se non è recuperabile dall’impresa.
Non finanziano:
- beni usati/leasing,
- veicoli e colonnine di ricarica,
- lavori in economia,
- forniture tra soggetti con legami societari diretti (niente “autofattura” tra imprese collegate),
- spese con importo unitario < 500 € + IVA,
- opere edili generiche non funzionali all’intervento energetico.
4. Quanto finanzia (importi e percentuali)
Importo del progetto
- Spesa minima ammissibile: 20.000 €
- Spesa massima ammissibile in domanda: 500.000 € IVA esclusa (se scegli il regime “GBER”).
- Se si sceglie il regime “de minimis”: minimo 20.000 €, massimo fino al tetto de minimis ancora disponibile per l’impresa (300.000 € nell’arco di 3 esercizi finanziari).
Attenzione: una stessa impresa può presentare UNA sola domanda, ma dentro la domanda può mettere sia interventi di efficienza che rinnovabili; comunque, il totale finanziabile resta entro i 500.000 € di spesa.
Percentuale di contributo a fondo perduto
Due possibili regimi di aiuto (li scegli tu in domanda):
- Regime GBER (aiuti di Stato “classici”)
- Efficienza energetica processi/impianti/linee produttive →
• Micro e piccole imprese: 50% del costo ammissibile
• Medie imprese: 40% - Efficientamento energetico edificio e sistemi di building automation →
• Micro e piccole: 50%
• Medie: 40% - Produzione energia da rinnovabili (fotovoltaico, pompe di calore, cogenerazione rinnovabile) →
• Micro e piccole: fino al 65%
• Medie: fino al 55% - Sistemi di accumulo/stoccaggio energia →
• Micro e piccole: 50%
• Medie: 40%
- Efficienza energetica processi/impianti/linee produttive →
Nota tecnica sul GBER: per gli interventi di efficienza energetica il contributo si calcola sui “costi incrementali” necessari per ottenere il miglioramento energetico rispetto allo scenario senza intervento. Se non si dimostra questo confronto tecnico-economico (lo “scenario controfattuale”), le percentuali GBER si dimezzano. Quindi serve una relazione tecnica fatta bene.
Regime “de minimis”
- Contributo a fondo perduto fino al 100% dei costi diretti ammissibili.
- Se il progetto è sotto 200.000 €: si riconoscono anche i costi indiretti (spese accessorie di messa in opera, ecc.) in modo forfettario pari al 7% dei costi diretti.
- Limite assoluto: non puoi superare, sommando tutti gli aiuti “de minimis” ricevuti in 3 esercizi finanziari, i 300.000 €.
Ad esempio:
- Se l’intervento è piccolo/medio e “sta” nel tetto de minimis residuo dell’azienda, il de minimis è molto più generoso (arriva anche al 100%).
- Se l’intervento è grosso e supera certe soglie o non si ha capienza de minimis, si può usare il GBER, che dà dal 40% al 65% a fondo perduto a seconda del tipo di investimento e dimensione impresa.
5. A chi è rivolto (chi può chiedere)
Possono partecipare solo micro, piccole e medie imprese (MPMI) che:
- Sono iscritte e attive al Registro Imprese da almeno 2 anni.
- Hanno almeno 2 bilanci approvati (o situazione equivalente se derivano da fusione/scissione ecc.).
- Hanno sede o unità produttiva operativa in Sardegna dove si fa l’investimento.
- Sono in regola con DURC, fisco, antimafia, ecc. e NON sono in crisi, liquidazione, procedure concorsuali o difficoltà.
Codici ATECO ammessi (settori ammessi)
Il bando NON è per tutti. Finanzia solo questi comparti:
- Estrazione cave (8.11; 8.12).
- Manifattura (da 10 a 33).
- Grande distribuzione alimentare:
- 47.11.1 (ipermercati),
- 47.11.2 (supermercati),
- 47.11.3 (discount alimentari).
- Alloggio turistico: 55.10 “servizi di alloggio di alberghi e simili”.
- Gestione impianti sportivi: 93.11.
- Autoriparazione: 95.31.10 e 95.31.20.
- Lavanderie/servizi di lavaggio: 96.1.
Nota Bene: le strutture ricettive alberghiere con codice ATECO 55.10 sono esplicitamente incluse. Quindi hotel e alberghi in Sardegna sono target diretto del bando.
6. Tempistiche principali
Finestra per presentare la domanda
- Le domande si presentano solo online, sulla piattaforma SIPES della Regione Sardegna (accesso con SPID/CIE/CNS, firma digitale e PEC).
- Lo sportello resta aperto fino alle ore 12:00 del 30 giugno 2026, salvo chiusura anticipata per esaurimento fondi.
Essendo “a sportello”: conta l’ordine cronologico di arrivo delle domande ammissibili, fino a finire il budget totale (29 milioni €). Non c’è graduatoria competitiva. Chi è completo e dentro i requisiti viene finanziato fino a esaurimento risorse.
Iter amministrativo
- La Regione (Servizio Energia ed Economia Verde) valuta la domanda entro 120 giorni dalla presentazione.
- Se vengono richieste integrazioni, hai 15 giorni per mandarle.
- Se va tutto bene, la Regione emette il provvedimento di ammissione e concessione provvisoria del contributo.
Realizzazione degli investimenti
- I lavori/progetti finanziati devono chiudersi entro il 31 dicembre 2029.
Rendicontazione e pagamenti
- Può essere richiesta un’anticipazione pari al 40% del contributo concesso, entro 30 giorni dalla concessione, ma occorre presentare una fideiussione bancaria o assicurativa. La fideiussione viene poi svincolata 4 mesi dopo il saldo finale.
- Il saldo finale (il restante contributo) arriva dopo che viene presentata tutta la rendicontazione delle spese effettivamente sostenute e pagate. Occorre presentare il rendiconto finale entro 30 giorni dalla conclusione dell’intervento.
- La Regione ha 60 giorni dalla ricezione del rendiconto per liquidare il saldo.
Obblighi contabili:
- Tutte le spese devono essere pagate con strumenti tracciabili,
- Conservare fatture e quietanze per almeno 5 anni dopo il saldo,
- Conservare contabilità separata o codifica contabile dedicata al progetto.
Alcune nostre considerazioni
Quando conviene davvero fare domanda (profilo impresa “ideale”)
Secondo il bando, conviene soprattutto a chi si trova in queste situazioni:
1. Alberghi e strutture ricettive
- Il settore alloggio 55.10 è ammissibile in modo esplicito.
- Gli hotel spesso hanno consumi alti di climatizzazione, acqua calda sanitaria, lavanderia interna, cucine, illuminazione h24 nelle aree comuni.
- Tipici interventi candidabili:
- pompe di calore ad alta efficienza per ACS/climatizzazione camere,
- fotovoltaico sul tetto per autoconsumo,
- coibentazione coperture/facciate,
- building automation (controllo clima stanza per stanza, spegnimento automatico quando il cliente non è in camera).
- Con il de minimis puoi arrivare fino al 100% sui piccoli-medi interventi (sotto i 200k è anche coperto il 7% di costi indiretti). Questo di fatto è quasi una riqualificazione “gratis” se hai ancora capienza de minimis.
Quindi per un albergo stagionale energivoro (climatizzazione estiva e ACS per le docce) è un’occasione molto forte.
2. Supermercati / iper / discount alimentari
- ATECO 47.11.x è incluso proprio per loro.
- Hanno impianti frigoriferi molto energivori e spesso tetti ampi → fotovoltaico + sistemi di recupero calore + controllo intelligente consumi = caso scuola.
- Qui il risparmio bolletta è strutturale e immediato, quindi l’investimento rientra anche fuori dal contributo.
3. PMI manifatturiere e lavorazioni artigianali/industriali
- Tutta la manifattura (ATECO 10-33) è ammessa.
- Se hai macchinari vecchi energivori, forni, compressori aria, linee di produzione inefficienti → puoi chiedere contributo fino al 50-65% a fondo perduto (a seconda che si tratti di rinnovabili o efficienza).
- È interessante per chi vuole ammodernare linee produttive e al tempo stesso ridurre il costo kWh/unità prodotta.
4. Impianti sportivi / piscine / palestre comunali affidate a privati / centri sportivi privati
- Codice 93.11 è dentro.
- Le piscine in particolare hanno consumi termici ed elettrici enormi. Qui pompe di calore, solare termico, fotovoltaico e involucro sono perfetti per il bando.
5. Autoriparazioni e lavanderie industriali
- Codici 95.31.x e 96.1 sono inclusi.
- Anche piccole imprese di servizio, se hanno un capannone con illuminazione vecchia, compressori, caldaie gasolio/metano, ecc., possono rientrare. Questo è importante perché spesso bandi energia escludono microservizi, qui invece sono dentro in modo esplicito.
8. Attenti a questi obblighi
- Diagnosi energetica obbligatoria e seria.
Senza diagnosi energetica (UNI CEI EN 16247, basata sui consumi reali degli ultimi 2 anni) la domanda è irricevibile. Quindi bisogna organizzarsi per tempo con un tecnico iscritto all’Ordine/Collegio.
2. Riduzione emissioni del 30%.
Per la linea efficienza (Azione 3.1.1) devi dimostrare che l’intervento porta almeno -30% di emissioni dirette e indirette di gas serra rispetto all’attuale. Se l’intervento è troppo “soft” (es. solo cambio lampadine), rischia di NON superare questa soglia.
3. Soglia minima 20.000 € di spesa.
Interventini da 5-10 mila euro rischiano di non passare.
Tracciabilità pagamenti.
Tutto via bonifico/mezzi tracciabili sul conto dell’impresa beneficiaria, niente contanti, niente partite di giro con fornitori collegati. Se non è tracciabile, non è rimborsabile.
Tempi lunghi di progetto.
Hai tempo fino al 31/12/2029 per concludere i lavori e rendicontare, quindi è adatto anche a interventi complessi (es. rifacimento tetto + fotovoltaico + pompe di calore + BMS su tutta la struttura).
4. Pagamento anticipato 40%.
Questo è importante per la liquidità delle PMI: puoi chiedere subito fino al 40% del contributo dopo la concessione, con fideiussione. Quindi non sei obbligato a finanziare al 100% coi soldi tuoi e poi attendere il saldo finale.
9. In sintesi operativa per un’impresa sarda
- Se sei una PMI sarda attiva in uno dei codici ATECO ammessi (albergo, manifattura, supermercato, impianto sportivo, autocarrozzeria, lavanderia ecc.).
- Hai bollette alte e impianti vecchi o vuoi mettere fotovoltaico/accumulo/pompe di calore.
- Puoi mettere sul tavolo almeno 20.000 € di investimento tecnico “vero”, documentabile.
- Sei disposto/a a fare diagnosi energetica e a impostare un progetto tecnico completo (relazione tecnico-economica, computi, eventuali autorizzazioni, APE ante/post).
→ Questo bando è molto conveniente.
Scelta strategica:
- Progetto piccolo-medio (es. hotel 150k € per pompe di calore + fotovoltaico sul tetto): punta al de minimis e prova a farti finanziare fino al 100%.
- Progetto più grande e strutturale (es. linea produttiva nuova da 400k € in industria alimentare + fotovoltaico + accumulo): vai in GBER, accetta un contributo tra 40% e 65% a fondo perduto sulle varie componenti.
Ultimo messaggio importante:
- Vale l’ordine cronologico (sportello). I fondi totali sono 29 milioni € (circa 22,5 M€ per efficienza/impianti imprese e 6,5 M€ per rinnovabili/autoconsumo). Quando finiscono, la Regione può chiudere lo sportello anche prima del 30/06/2026.






